domenica 27 agosto 2017

Colli di Fontanelle: tra leggenda e fantasia, la storia degli “Sbanditi”.

La storia degli “Sbanditi”


Si narra che tanti anni fa, ai Colli di Fontanelle, arrivarono dei cosiddetti “sbanditi”, ovvero furfanti, briganti o pirati, che erano stati condannati e messi al bando dallo Stato italiano per la loro deplorevole condotta.
Questi per evitare la galera e/o l’esilio dalla patria, si rifugiarono nel nostro piccolo centro rurale, arroccandosi nelle zone più impervie del paese, come Sant’Elia, e più alte, come le Tore. Qui si mischiarono con gli abitanti del posto e trovarono facile ambientazione, giacché da noi risiedevano per lo più contadini e pastori che, presi dal duro lavoro della terra, poco s’interessavano a loro.
Così essi vissero indisturbati e, soprattutto, non rischiarono di essere riconosciuti e denunciati alle autorità giudiziarie.
Avevano portato con loro parte dei loro bottini, frutti di atti illegali, e, spesso, ricompensavano la gente del posto con oggetti d’oro, anziché monete allora in uso.
Non ci volle molto per capire che avevano  immense fortune e, infatti, pur se abbastanza appartati dagli altri, vivevano bene e spendevano tanto: acquistavano spesso vino locale e alimenti genuini, come prodotti agricoli, appena raccolti, e formaggi fatti in casa dai contadini.
Nel paese, per quanto non fossero violenti, come probabilmente lo erano stati in gioventù, si mostravano comunque burberi: erano solitari, schivi, diffidenti e scontrosi.
Raramente raccontavano episodi del loro passato e, quando succedeva, parlavano di brigantaggio o raccontavano strane avventure a carattere piratesco, come arrembaggi, litigi nelle osterie, duelli con spade affilate e ruberie varie, quasi a riprova di un lato oscuro del loro trascorso.
Ciononostante, molti abitanti del posto erano affascinati da loro e li rispettavano perché li ritenevano persone serie, nonché ottimi clienti. E, a quei tempi, non era cosa da poco avere a che fare con dei buoni acquirenti!
Difatti, il paese era povero e per la gente del posto guadagnarsi di che vivere era  un’impresa.
Molti contadini non possedevano denari e neppure riuscivano a guadagnarne. Per questo motivo si erano  inventati il cosiddetto “lavoro a rendere”, vale a dire che chi ne aveva necessità, di buon mattino, si recava da altri coltivatori per fornire la propria manodopera, ma,  anziché con denaro, si faceva ricompensare con scambio di favori e di servizio, secondo il criterio “oggi io vengo da te e domani tu verrai da me”.
Con questo sistema di manovalanza,  gli agricoltori riuscivano a coltivare meglio la terra e a ricavarne abbondanti produzioni. Ma, certamente, così facendo, non maneggiavano soldi e, pertanto, non potevano pensare, neppure lontanamente, di arricchirsi, né potevano comprarsi il necessario, non proveniente dalla terra, ovvero arnesi e attrezzature migliori o, addirittura, alimenti per i quali non era possibile il “baratto”, come lo zucchero, la pasta, il pesce, ecc.
Figurarsi quindi come a quei tempi si gioiva quando si trovava qualcuno che acquistava i prodotti dei campi pagandoli subito!
Intanto gli anni passavano e la convivenza tra “sbanditi” e locali divenne sempre più naturale pur se i primi continuavano a vivere lontano dal centro abitato e a prediligere la solitudine alla compagnia. Addirittura taluni vivevano quasi come eremiti e fatti, una volta al mese, gli indispensabili  approvvigionamenti, se ne stavano rintanati per lunghi periodi nelle loro abitazioni, altri si dedicavano quasi esclusivamente ai loro hobby preferiti, come coltivazione dell’orto, caccia, pesca, ecc.  
Le loro case erano per lo più ripari abbandonati o naturali come vecchie cascine, misere capanne, grotte e anfratti presenti nelle pareti rocciose delle zone più montuose.
Ma c’era pure chi il rifugio se lo costruiva con le proprie mani. Un evidente esempio di queste costruzioni è ancora presente nella  zona alta del nostro paese: si tratta di una piccola casetta, ormai in rovina. 
Questa è la rinomata “Casa dello Sbandito”, ufficialmente riconosciuta come “Grotta del Brigante”: trattasi, a mio parere, di una vera e propria  opera antica d’ingegneria edile, degna di essere preservata dall’incuria.
La costruzione, difficilmente accessibile, è rudimentale, a due piani; è stata eretta nella cavità di una montagna, caratterizzata da stalattiti, in un posto spettacolare ma impervio e pericoloso, con pareti a strapiombo sul mare.
Il piano terra probabilmente era destinato alla cucina, vista la presenza di un piccolo focolare, con pietra viva ancora annerita dal fuoco, mentre sopra si andava solo per riposare o per dormire. La particolarità di questa struttura sta nell’impianto per la fornitura dell’acqua. Difatti, dietro al fabbricato, fu scavata dal costruttore una grande cisterna che raccoglieva l’acqua piovana che gocciolava dalle stalattiti o che scorreva lungo le pareti della montagna, nel periodo delle piogge.   Poi, fu aperta una finestrella nel muro della cucina, in corrispondenza della cisterna, in modo che si potesse attingere, al momento del bisogno, l’acqua direttamente dal pozzo, senza uscire dall’abitazione.
Bella invenzione in un tempo in cui il nostro paese era ancora sprovvisto di acquedotto!
La cisterna è tuttora piena di acqua.
Ebbene, si racconta che molti “gioielli”, tratti dai passati furti, siano stati poi sotterrati nei campi agricoli del paese o direttamente dagli “sbanditi” o da coloro che li avevano ricevuti come valuta per l'acquisto dei loro prodotti.
Di qui la scatenata caccia al tesoro alla ricerca di questi oggetti preziosi nascosti.
Quanti ne siano stati trovati non si sa, ma è certo che non fu un’impresa facile, perché a sorvegliare i tesori nascosti rimanevano i fantasmi dei proprietari che ostacolavano in ogni modo l’avvicinamento alle loro proprietà.
Le leggende e i racconti a tal riguardo sono  tanti e molti sono pervenuti a noi più dalla trasmissione orale che non da documentazione scritta.
Certo è che ancora oggi siamo presi dal fascino di queste narrazioni e sogniamo di accaparrarci, prima  o poi, un tesoro nascosto chissà dove.

Casa dello sbandito

domenica 13 agosto 2017